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Transizione energetica in Puglia: il Tecnopolo Mediterraneo collabora con il Politecnico di Milano

“La Puglia si conferma la prima regione italiana per capacità installata da fonti energetiche rinnovabili con circa 8 GW, pari al 14% del totale nazionale, seguita da Sicilia e Lombardia. Un dato positivo ma che, tuttavia, richiede un’accelerazione significativa per centrare gli obiettivi al 2030, soprattutto sul fronte dell’eolico.”

È questo il quadro emerso dalla tavola rotonda “Transizione Energetica in Puglia: Prospettive e Opportunità”, svoltasi a Bari presso la sede di Confindustria, dedicata al futuro della transizione energetica in Italia con un focus sul territorio pugliese.
L’iniziativa, promossa dal Think Tank Transizione Energetica – Rinnovabili di CORE in partnership con ENEL Foundation, ha riunito istituzioni, accademici e operatori del settore per fare il punto sul futuro energetico del territorio.

Tecnopolo Mediterraneo e Università insieme per la ricerca

Nel corso della tavola rotonda è stata presentata la ricerca coordinata dal Politecnico di Milano e arricchita dai contributi del Politecnico di Bari e del Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile, oltre che dell’Università degli Studi di Palermo.
La collaborazione ha permesso di integrare analisi territoriali e valutazioni sugli impatti ambientali, offrendo una visione complessiva dello sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia con un approfondimento sul Mezzogiorno. In particolare, il Presidente del Tecnopolo Mediterraneo Antonio Messeni Petruzzelli ha illustrato i dati sul territorio pugliese, evidenziando criticità e potenzialità in relazione ai target al 2030, nonché soffermandosi sulle progettualità in cantiere sui temi delle energie rinnovabili
L’obiettivo condiviso è fornire ai decisori pubblici e agli operatori del settore gli strumenti per pianificare in modo efficace l’integrazione delle rinnovabili, in linea con le strategie nazionali ed europee.

Il quadro in Italia

A livello nazionale, il quadro delle rinnovabili in Italia mostra una crescita significativa ma ancora disomogenea. Con circa 57 GW di capacità installata complessiva tra fotovoltaico ed eolico, il Paese ha consolidato una base importante per la transizione energetica. Tuttavia, il sistema risulta sbilanciato: il fotovoltaico, con oltre 43 GW, avanza rapidamente e in modo diffuso, mentre l’eolico, fermo a circa 14 GW, cresce più lentamente e resta concentrato soprattutto nel Mezzogiorno.
In prospettiva 2030, l’Italia è chiamata a installare circa 80 GW aggiuntivi di capacità rinnovabile: un obiettivo ambizioso che richiederà non solo investimenti, ma anche una piena attuazione delle semplificazioni normative e una maggiore coordinazione tra livello nazionale e regionale.

In Puglia rinnovabili in crescita

Uno degli elementi distintivi del sistema energetico pugliese è la presenza di un mix equilibrato tra fotovoltaico ed eolico, a differenza del Nord Italia dove la produzione rinnovabile è quasi interamente basata sul solare. Le condizioni climatiche e territoriali del Mezzogiorno favoriscono infatti lo sviluppo di entrambe le tecnologie, rendendo la Puglia un “laboratorio naturale della transizione energetica italiana”.
Stando ai dati però, anche in questa regione, il livello di avanzamento appare significativo ma ancora incompleto: circa il 78% del target fotovoltaico risulta già raggiunto, mentre per l’eolico il progresso si mantiene sotto il 50%, evidenziando la necessità di un’accelerazione.
Se il trend attuale dovesse proseguire il rischio è quello di uno squilibrio: un eccesso di produzione solare non compensato da una crescita adeguata dell’eolico potrebbe compromettere la stabilità del sistema energetico e la complementarità tra le fonti.

La normativa

Nel report viene infine dedicato ampio spazio al quadro normativo, recentemente aggiornato con il Testo Unico sulle Rinnovabili e con l’introduzione delle cosiddette “zone di accelerazione”, strumenti pensati per semplificare e velocizzare gli iter autorizzativi. Tuttavia, è stato sottolineato come il successo di queste misure dipenderà in larga parte dalla loro applicazione a livello regionale. La capacità di individuare aree idonee e di rendere effettive le semplificazioni sarà determinante per sostenere la crescita del settore.